I vini della Riviera alla Paris Dakar con Vignola e Gerini

I vini della Cooperativa viticoltori ingauni sono in partenza per la Paris-Dakar che, a dispetto del nome, quest’anno parte il 6 gennaio da Lima, in Perù, per arrivare, il 20 dello stesso mese, a Cordoba, in Argentina. Sono proprio i Viticoltori ingauni, infatti, a sponsorizzare (assieme ad altri partner nazionali) gli unici due piloti liguri partecipanti al massacrante raid, Fausto Vignola, 37 anni, di Pogli, frazione di Ortovero, e Maurizio Gerini, 33 anni, di Chiusanico, entroterra di Imperia. Entrambi sono piloti enduro professionisti ed hanno all’attivo numerose vittorie internazionali, campionati italiani nel palmares e trofei conquistati sulle piste di tutto il mondo. Massimo Enrico, presidente dei Viticoltori ingauni, è visibilmente emozionato: “Per una cantina cooperativa come la nostra sponsorizzare due piloti internazionali è un vanto. Aggiungiamo che Fausto Vignola è un nostro concittadino ed è evidente che l’emozione sia forte. Siamo tutti a tifare per loro e, in ogni caso, brinderemo alla loro partecipazione con i vini della Riviera. In caso di buoni piazzamenti apriremo il nostro Piganò, lo spumante di pigato”, commenta a pochi giorni dalla partenza dei due piloti. Liguriedintorni.it seguirà, passo dopo passo, l’avventura dei due piloti ponentini.

I due piloti corrono per il Team Solarys Racing di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, con Franco Guerrini, team manager della squadra, che ha creduto fortemente nelle potenzialità dei due piloti, affidando loro la guida di due potenti Husqvarna 450 Rally dotate di tutta la strumentazione atta alla navigazione, si misureranno su 14 tappe che sviluppano nella totalità circa 11.000 chilometri in 16 giorni di gara che metteranno a dura prova l’equilibrio psico-fisico. Uno sforzo titanico per sostenere altissimi costi per la partecipazione, che si sono concretizzati grazie al preziosissimo contributo di vari sponsor e partner che hanno accettato di buon grado l’importante progetto che volge già lo sguardo a possibili edizioni future. La Dakar, conosciuta ai più come Parigi-Dakar, ideata da Tierry Sabine nel 1979, un pilota francese, perito in Africa durante una gara precipitando dal suo elicottero nel 1986, che dal 2009 si corre in sudamerica attraverso meravigliosi quanto difficili territori che per molti versi richiamano la terra d’Africa dove tutto ebbe inizio. Pagine di storia indelebile che racontano vicende umane di straordinaria caratura, sono state scritte in questo evento, secondo solo alla formula uno per importanza nel motorsport, che proprio quest’anno festeggerà il 40° dal suo inizio, a detta degli organizzatori, una delle edizioni più dure mai realizzate, attraverso il Perù con le temibili dune del deserto Atacama con temperature di otre 45 gradi, per salire successivamente sulle Ande Boliviane intorno a 5000 metri e temperature ben più rigide intorno ai -10° e ridiscendere nuovamente nelle sconfinate e desertiche pampas argentine dove lo scorso anno si sono registrati ben 54 gradi. La Dakar 2018 inizierà il 6 gennaio da Lima (Perù) e si concluderà a Cordoba (Argentina) il 20 dello stesso mese, obbiettivo finale della spedizione tosco-ligure che vedrà anche al seguito la partecipazione a bordo di un pick-up Mitsubishi, di Franco Iannone, 54 anni giornalista e speaker imperiese, nome noto italiano del mondo off-road che da più di 20 anni racconta competizioni motoristiche nazionali ed internazionali il quale seguirà i due raider tappa dopo tappa, raccontando giornalmente attraverso report video fotografici e comunicati stampa, l’avventura sudamericana dei piloti alla loro prima esperienza dakariana che si sono prefissi come obbiettivo, l’arrivo sull’affollata pedana argentina di Cordoba, che già di per sé si rivela una vera e propria vittoria considerando ben noti ritiri già dalle prime tappe di molti piloti anche famosi nelle edizioni precedenti.

Difficile misurarsi con i top rider internazionali che corrono con i colori ufficiali di importanti case motoristiche come Ktm, Honda, Yamaha, tra le altre e tenere testa ad agguerriti competitor che possono contare sulla piena assistenza personale dedicata al paddock che tuttavia potranno usufruire delle cure meccaniche dello spagnolo Juan Pedregà che con i suoi tecnici, garantirà le manutenzioni del caso sui mezzi ad ogni tappa.

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...