Visita guidata al Teatro Aycardi di Finalborgo

Una sobria facciata dipinta a finte architetture sul fronte curvilineo di Piazza Aycardi a Finalborgo nasconde il Teatro Aycardi, il più antico teatro ottocentesco conservatosi in Liguria. Si tratta di un piccolo gioiello, espressione della florida vita sociale e culturale che animava il Borgo in quel periodo. Dopo un lavoro di recupero integrale il Teatro è ora aperto alle visite nell’ambito del Progetto Museo Diffuso del Finale, su prenotazione per gruppi e scuole e con appuntamenti fissi. Il prossimo appuntamento per visitare il Teatro è sabato 30 novembre 2019 (ore 15.00-18.00). Per maggiori informazioni e prenotazioni: tel. 019 690020 – info@mudifinale.com

 

“Un piccolo teatro sì, ma elegante vi fu fatto edificare – scriveva Goffredo Casalis nel 1840 – in sul principio di questo secolo da varie persone di questa città a proprie spese”.

Il teatro fu costruito in piena epoca napoleonica e giacobina grazie all’iniziativa privata sostenuta dalla cittadinanza locale tra il 1804 e il 1806. Esso fu ricavato all’interno dell’Oratorio dei Padri Scolopi annesso all’Istituto delle Scuole Pie, eretto nel 1759 su lascito di Giovanni Andrea Aycardi e soppresso nel 1798 dalle leggi anticlericali della Repubblica Ligure.

Le più importanti famiglie di Finalborgo, nel 1803 avevano, infatti, stilato un programma con l’intento di dotare la città di “un conveniente locale” che contribuisse ad abbellirla, “all’istruzione della gioventù, ed a formare i buoni costumi”

Il teatro subì un primo restauro nel 1818-1819, sostenuto da una sottoscrizione pubblica, dopo che un incendio aveva distrutto gli arredi interni. Nel 1825, il municipio di Finalborgo stipulò un contratto con i pittori genovesi Gerolamo Novaro e Giuseppe Leonardi per una serie di scenografie.

Ceduto in gestione nel 1832 al Municipio di Finalborgo, pur riservandosi le principali famiglie del Borgo la proprietà dei palchi, la sua attività si protrasse regolarmente fino al 1850, ospitando compagnie teatrali, opere liriche e concerti musicali organizzati dalla Società filodrammatica e da quella filarmonica.

Dopo un’ultima rappresentazione del Rigoletto nel 1886, un periodo di crisi portò alla transitoria interruzione delle manifestazioni liriche.

Nel 1936, il teatro fu sottoposto ad un ulteriore intervento di restauro, al quale si devono le ridipinture delle balaustre dei palchetti, con ghirlande e medaglioni che ricordano glorie e monumenti finalesi, oltre a richiami all’era fascista. Dopo una fugace ripresa delle attività della Filarmonica nel periodo successivo alla fine della Seconda Guerra mondiale e il suo uso per veglioni e proiezioni cinematografiche, il teatro fu chiuso definitivamente nel 1965 per motivi di sicurezza.

Il piccolo spazio, destinato a contenere circa 250 spettatori, è composto da una platea ellittica tagliata dal proscenio, secondo un modello caratteristico dei teatri settecenteschi. La platea è circondata da due ordini sovrapposti di palchetti suddivisi da pilastri in muratura e da un loggione superiore con colonnine in legno. Il sipario è sormontato da un ricco stemma coronato della Comunità del Borgo. Lo sfondato del soffitto è coperto da una grande tela dipinta decorata con medaglioni e motivi floreali.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...