Visite guidate alla Caverna delle Arene Candide, un archivio della Preistoria europea

Dopo il successo delle aperture straordinarie effettuate nell’estate 2018, che hanno visto la partecipazione di centinaia di persone, la Caverna delle Arene Candide, sito archeologico di riferimento per la Preistoria del Mediterraneo occidentale, apre definitivamente al pubblico. Tutti i martedì di luglio, agosto e settembre  (ore 10.00, 11.00, 12.00) e sabato (ore 16.00, 17.00, 18.00) il sito sarà aperto alle visite guidate. Appuntamento al cancello d’ingresso dell’area archeologica agli orari indicati (30 persone al massimo per ogni turno: prenotazione al n. 019690020, che garantisce la priorità di accesso). In caso di pioggia le visite sono sospese. Percorso di accesso: dal passaggio a livello di Borgio Verezzi, seguire le indicazioni imboccando (a piedi) Via Verezzi – Via della Cornice – Strada napoleonica. Lunghezza 2 km, circa 30 minuti. Si raccomandano: abbigliamento e calzature adeguate, acqua da bere. Biglietto intero 10,00 € a persona. Biglietto ridotto 5,00 € a persona (per bambini sotto i 10 anni, over65, soci IISL, soci ICOM, soci Touring Club Italiano, studenti universitari muniti di tessera di riconoscimento). I visitatori del Museo Archeologico del Finale muniti di regolare biglietto a tariffa intera usufruiranno di tariffa ridotta (5,00 €) presso la Caverna. Viceversa i visitatori della Caverna muniti di biglietto a tariffa intera potranno visitare a tariffa ridotta (3,00 €) il Museo Archeologico del Finale.

La Caverna delle Arene Candide, sito archeologico di riferimento per la Preistoria del Mediterraneo occidentale, è visitabile accompagnati da archeologi del Museo Archeologico del Finale per scoprirne storia, curiosità e segreti, vedendo gli scavi archeologici con la possibilità di toccare riproduzioni di antichi reperti.

Attraverso un percorso che permette di effettuare un viaggio indietro nel tempo, da oggi fino a circa 30mila anni fa, si possono ripercorrere le avvincenti ricerche condotte in oltre 150 anni all’interno della grotta. L’interesse suscitato da questo sito deriva dal fatto che al suo interno si conserva una sequenza, praticamente ininterrotta, di sedimenti che contengono imponenti tracce della frequentazione umana tra il Paleolitico superiore e l’età bizantina: si tratta ancora oggi della più articolata e completa stratigrafia archeologica del Mediterraneo, in un contesto ambientale di giacitura estremamente favorevole alla buona conservazione dei reperti. La Soprintendenza della Liguria e il Museo Archeologico del Finale hanno quindi effettuato una serie di interventi per la messa in sicurezza del sito e per la sua migliore fruizione. Tra le azioni intraprese, si è provveduto ad esempio alla realizzazione di un sistema di segnaletica stradale e sentieristica che accompagna i visitatori lungo il sentiero nella macchia mediterranea che da Borgio Verezzi risale sul Promontorio della Caprazoppa fino a raggiungere la Caverna a 89 metri di quota sopra il livello del mare.

La Caverna delle Arene Candide ha conservato per l’età paleolitica importanti sepolture, di cui la più nota, detta del “Giovane Principe” per la ricchezza di ornamenti e oggetti deposti insieme al corpo di un giovane cacciatore vissuto 28mila anni fa, è un vero e proprio unicum conosciuto in tutto il mondo. Numerose sono pure le tracce di frequentazione della successiva età Neolitica all’interno della grotta: a 8mila anni fa circa risalgono le più antiche tracce che si conoscano in tutta l’Italia centrale e settentrionale con resti della Cultura della Ceramica Impressa, la prima fase di diffusione della nuova economia basata su agricoltura e allevamento

L’iniziativa è resa possibile grazie al “Protocollo d’intesa per l’esercizio coordinato ed integrato delle attività di fruizione e promozione della Caverna delle Arene Candide” sottoscritto tra il Comune di Finale Ligure e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, attraverso il quale l’Amministrazione Comunale ha assegnato al Museo Archeologico del Finale e al suo ente gestore, la Sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, un progetto di gestione e valorizzazione della Caverna.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...