Weekend con le cantine liguri, piemontesi (e non solo) al Genova Wine festival

È arrivato il weekend del Genova Wine Festival, l’evento organizzato dall’Associazione Culturale Papille Clandestine, in collaborazione con il webmagazine Intravino. Saranno due giorni, sabato 2 e domenica 3 marzo, di festa e cultura negli sfarzosi saloni di Palazzo Ducale: il salone del Maggior Consiglio (con 50 cantine) e il salone del Minor Consiglio (con 8 stand gastronomici).

La manifestazione è riservata ai soci 2019 dell’Associazione. Chi non è ancora socio, può farlo direttamente all’ingresso, oppure online per evitare la coda. A differenza del Beer Festival, gli assaggi saranno liberi. In alcuni casi le cantine venderanno anche le bottiglie. Neanche per il food servono i gettoni, ma si pagherà direttamente agli stand.

ORARI | sabato e domenica dalle 11 alle 20

TAXI | 10% di sconto chiamando lo 0105966 – parola chiave “Wine Festival”

Una manifestazione ampia, approfondita, trasversale, che ha come protagonista il “vino dei genovesi”: ciò che si beve oggi e ciò che si è sempre bevuto in questo territorio,  storicamente legato alle rotte commerciali e alle culture che si sono incrociate sotto la Lanterna. Tutte le cantine scelte sono interpreti moderni del vino contemporaneo, con la massima attenzione alla cura della vigna (diverse in regime biologico) e accomunate da una dimensione famigliare e artigianale.

QUESTE LE CANTINE LIGURI PARTECIPANTI CON LE SCHEDE DI PAPILLE CLANDESTINE

BRUNA

Azienda Agricola Bruna di Bruna Francesca

Per noi un punto di riferimento fondamentale sul Pigato, in ogni sua declinazione, dalle versioni leggiadre a quelle più complesse. I rossi sono sorprendenti per piacevolezza e ugualmente originali, gustosi.

BRUZZONE

Enoteca di Bruzzone Andrea

Se diciamo Coronata dobbiamo passare da Andrea: la sua cantina/enoteca a Bolzaneto è il cuore della denominazione. Un vino nostro, della città. Micro produzioni, siccome piccolo è bello qui è tutto bellissimo.

CASA DEL DIAVOLO

Società Agricola Casa del Diavolo

La casa di campagna di un ragazzo di buona famiglia lombarda, storia classica da entroterra del Tigullio, diventa un laboratorio creativo per Bianchetta Genovese, e un rosso a base dolcetto molto succoso. Il ragazzo si trasferisce qui, e tutto inizia, pochi anni fa.

CASCINA PRAIÉ

Azienda Agricola Cascina Praiè

Nel meraviglioso mondo delle rifermentazioni naturali (tradotto dall’ostrogoto: sono vini frizzanti) Praiè ha qualcosa da dire con la sua lumassina. Più che altro da bere, ma in modalità spensierata, tanto è leggiadra e golosa. E tutto il resto della produzione non è da meno.

DANIELE PARMA

Daniele è erede di una famiglia illustre di produttori della Val Graveglia. Vermentino e Bianchetta, Ciliegiolo. Poteva sedersi sugli allori ma no, comincia a sperimentare: vinificazioni sulle bucce, vini antichi. Cuore, follia, istinto. Tutto nel bicchiere.

DANIELE RONCO

Daniele viene da una famiglia di olivicoltori – produce olio, soprattutto. Poi ci sarebbero quei due ettari scarsi di vigna, e da lì provengono un bianco e un rosso finti minimalisti (da uve pigato, e granaccia) che ci hanno fatto dire “hey, aspetta un attimo…”. Sorprendenti, è la parola giusta.

DURIN

Azienda Agricola Durin di Basso Antonio

Ci è piaciuto il metodo classico affinato nelle grotte di Toirano. Ci piacevano già i cru di Vermentino e Pigato. Ci piacevano pure i rossi… soprattutto ci piaceva averli con noi per riassaggiare tutto quanto.

GIONATA COGNATA

Ci sono due iscritti alla Doc Coronata. Questo è il secondo, dopo Andrea Bruzzone. Già il fatto lo rende un panda enologico, poi capirai, due ettari. Ma succede che quel bianco è pure buono. Quindi pare fatto apposta per noi.

LA FELCE

Az. Agr. La Felce

Un altro produttore che fa della naturalità un punto di partenza, arrivando ad esprimere personalità distinta, attraente, in ogni suo vino.

MACCARIO DRINGENBERG

Az. Agr. Maccario Dringenberg

La dark lady del Rossese produce vini con nomi che sono nel cuore e nella fantasia di ogni enofilo, Curli, Posau, Luvaira. Il suo Rossese di Dolceacqua “classico” definisce la tipologia. E un bianco macerato sulle bucce per spiazzarci meglio.

PINO GINO

Azienda Agricola Pino Gino

Sulla strada che da Sestri Levante porta al Valico di Velva, un po’ prima di svalicare, Antonella Pino coltiva i classici della zona – bianchetta, ciliegiolo, vermentino, sempre inappuntabili. E pensa un po’, anche moscato.

POSSA

Az. Agr. di Bonanini Sm

Uno dei produttori più espressivi delle Cinque Terre, con vini tesi, rispettosi della materia di provenienza, pieni di mare e luminosità. Poi anfore e altre sperimentazioni, tra nuovo e antichissimo.

ASSOCIAZIONE PRODUTTORI MOSCATELLO DI TAGGIA

Nel 1500 era il vino dolce dei Papi. Quando tutto sembrava perduto, un manipolo di eroi ripesca le poche piante rimaste e riavvia la produzione. Oggi poco più di 10 produttori su circa 4 ettari riportano in vita un vino quasi dimenticato, glorioso, e buonissimo.

TERRE BIANCHE

Terre Bianche s.s.a di Rondelli Filippo e Laconi Nicola. Vini di montagna, agili, tersi e precisi come il profilo delle alture sopra Dolceacqua. Grandi i Rossese, ma sensazionali i bianchi, a base Pigato e Vermentino.

VECCHIA CANTINA CALLERI

Il Rossese della Riviera è, (come dire?) il cugino di quello di Dolceacqua. O un parente, o un amico, insomma si conoscono ma non sono la stessa cosa. Qui a Salea nell’albenganese ce n’è uno che ci piace, assieme con Pigato e Vermentino

VISAMORIS

Vis Amoris S.S.A.

Sarà la forza dell’amore, ma questi vini mostrano tutte e due le cose, una forza energica sui classici della Riviera di Ponente (ma pure bollicine!) e comunque amore e cuoricini.

QUESTE LE CANTINE PIEMONTESI PIEMONTE

ADRIANO MARCO E VITTORIO

«Nostro padre ci ha trasmesso il gusto per l’eccellenza. Ci ha insegnato i principi di fondo dell’attività agricola. Stava già facendo un ottimo vino». Se non bastassero le parole di presentazione del produttore, potremmo aggiungere: Barbaresco, Nebbiolo. Favolosi.

CANATO VINI

Marco Canato conduce un’azienda, risalente al 1700, su 10 ettari, dove i vigneti vengono coltivati con metodo razionale per produrre uve di qualità, per fare vini pregiati con caratteristiche di originalità e tipicità. Piace il Grignolino? Eccone uno notevole.

CASCINA BOCCACCIO

Ovada, provincia di Genova. Vabbe’ si scherza, ma quello lo sentiamo un po’ territorio nostro. Qui il Dolcetto è un simbolo del rosso quotidiano a Genova – e Roberto propone anche un bianco vivace a rifermentazione naturale. Tradizione, innovazione, soprattutto passione.

CASCINA MELOGNIS

Provate a staccarvi dalla Langa. Melognis parla direttamente con i dirimpettai francesi in un’area che comprende la Valle Bronda e la dorsale collinare da Saluzzo fino a Busca. Con il Monviso che redarguisce dall’alto. Tanto vicini alla Francia che Michele ha impiantato, come se niente fosse, pure del pinot nero.

ERALDO REVELLI

Claudia Revelli produce Dogliani longevi e profondi, tra frutto e tannini, e a noi piace anche il loro inedito Langhe Rosso che è Barbera più… Un po’ di Dolcetto. Classici di Langa.

FORTI DEL VENTO

Forse s’è capito che gli ovadesi ci piacciono, siccome li sentiamo nostri. I ragazzi di Forti del Vento sono i classici rappresentanti della rinascita dei vini di questa parte di Monferrato, e assaggiandoli capirete perché.

FRANCO ROERO

Dicono che i cani finiscano per assomigliare ai propri padroni, o viceversa. Alla Barbera di Franco Roero succede la stessa cosa. Franco è un vignaiolo schietto e diretto. Svettante, piemontese nei modi. Un autentico barberista, e il suo vino è come lui.

GAROGLIO

Garoglio su in Monferrato produce vino, nocciole e zafferano in pistilli, con grande attenzione al territorio e la natura. A noi piace tutto ma soprattutto la prima che ha detto: un vino fatto in vigna e non in cantina, e che ha storie da raccontare.

GIACOMO FENOCCHIO

Cinque generazioni di Barolo molto classici tra Bussia e Cannubi. Dice Claudio: “quello che ha plasmato la nostra azienda agricola di famiglia è il rispetto per il lavoro dei nostri antenati e la volontà di continuare questa tradizione”.

GIOVANNI DAGLIO

Uno dei più riconosciuti e più puri interpreti di quel grande autoctono tortonese rilanciato solo 30 anni fa, il Timorasso, di cui fornisce vini al tempo stesso potenti e profondissimi, con potenziale d’invecchiamento impressionante.

PODERE CELLARIO

Tra Dennis Hopper anni ’70 e Johnny Depp in “Paura e delirio a Las Vegas”, Fausto produce “È Rosso”, con la didascalia “Vino naturale del popolo”. Più che un vino, un manifesto. Barbera da litro con tappo a corona. Succosissimo, gustoso, scorrevole come l’Extreme River.

PRODUTTORI DEL BARBARESCO

L’azienda che più di tutte ci stupisce per la capacità di mettere assieme volumi da cantina sociale e livelli pazzeschi sul vino. In fondo che ci vuole? Basta un controllo maniacale della materia prima (nebbiolo! Barbaresco!) e uno stile esecutivo perfetto. Pare facile, eh? (Spoiler: no).

ROBERTO GHIO

Le vigne Piemontemare, proprietà Ghio dal 1881, si estendono, tra terrazzamenti, ruscelli e boschi, su circa ventiquattro ettari nel comune di Bosio, il più alto della zona del Gavi e dell’Ovada, il lembo di terra più vicino al Mar Ligure di tutto il Piemonte. Ci pareva già perfetto così.

ROSSI CONTINI

La collina di San Lorenzo, sopra Ovada, è una specie di montagna sacra per gli adoratori del dio Dolcetto. Comunque qui ci viene bene pure la Barbera. Rossi Contini è un gentiluomo (con gentildonna) di altri tempi, e ha raccolto un testimone antico. Vini formidabili e longevi.

SCARPA

La storia dei grandi rossi dell’astigiano – Barbera, e non solo, abita qua. Qua transita, si ferma, beve una cosa, e riparte di slancio. Impossibile non amare i grandiosi vini di Scarpa, un blasone inossidabile che ispira ammirazione.

Alla manifestazione partecipano anche cantine trentine, toscane, pugliesi e di altre regioni vitivinicole

FOOD

Il Genova Wine Festival rappresenta anche l’occasione per fare un tuffo nei sapori della Liguria. Nel Salone del Minor Consiglio troveranno infatti spazio 8 stand di prodotti rigorosamente territoriali. Specialità che si potranno assaggiare in loco o acquistare per casa.

CONSORZIO DELLA QUARANTINA

È un intreccio di storie il piatto che presenterà questo Consorzio: ci sono i salumi di mucca Cabannina, un formaggio speciale che ha nell’impasto una parte di patata Quarantina e il pane artigianale da grani antichi. Da assaggiare e farsi raccontare, per fare un tuffo nell’entroterra di Genova.

GASTRONOMIA BOVIO

Sara Corrias, la titolare, è conosciuta soprattutto per la pasta fresca. Ma anche la gastronomia sa il fatto suo, con torte salate e piatti di stretta tradizione, preparati a prova di nonna. AL GWF assaggeremo torte salate tradizionali, la cima e lo stoccafisso accomodato.

L’ANCIUA

L’acciuga è “il” pesce della Liguria. Altroché povero, per noi siede nell’aristocrazia del gusto. Michele Senno porterà le acciughe salate nelle mitiche arbanelle e le acciughe sott’olio, da assaggiare in purezza o nel panino “panacciuga” in abbinamento a prodotti del territorio.

LAVAGÈ AZ. AGR.

Dal latte crudo di vacche di razza Bruna nascono i formaggi di questa azienda di Rossiglione, condotta da Mirella Ravera. Sono formaggi strepitosi che, nelle versioni stagionate (quelle che avremo al GWF) sono perfetti da abbinare con il vino (bianco o rosso, dipende dai gusti).

PESTO ROSSI 1947

Roberto Panizza porta il soprannome di “The king of pesto” e a Palazzo Ducale è di casa, perché qui organizza il Campionato Mondiale del Pesto. Non poteva mancare con il suo prodotto di punta – il pesto appunto – che sarà l’ingrediente principale di un panino golosissimo che avrà però un abbinamento inusuale.

SALOTTO DI DOLCEZZA

Le galettes dell’Alta Normandia, con il loro impasto di farina di grano saraceno e acqua, incontrano i prodotti tipici della Liguria, per abbinamenti irresistibili. Il merito è di Elisabetta Filippello e Salvatore Simonetti, titolari di questa bella realtà che produce anche gelati strepitosi.

TAZZE PAZZE

Uno, cento, mille caffè. Oltre il caffè espresso, esiste un universo di estrazioni da esplorare. Andrea Cremone e Matteo Caruso sono tra i massimi esperti a livello nazionale, e porteranno al GWF una selezione di caffè e di metodi di estrazione tutti da provare.

VIGANOTTI

Dal 1866. Basta la data di fondazione per collocare Viganotti nella storia gastronomica della città. Il laboratorio è un antro magico che conserva – perfettamente funzionanti e attive – attrezzature dei primi del ‘900. Nel tempo l’attività si è allargata ai gelati, alla pasticceria, alla caffetteria. Al GWF assaggeremo i magnifici cioccolati lavorati dalla famiglia Boccardo.

LAB E WINE TASTING

Nella Sala Camino si terranno lab e wine tasting, per raccontare i vini del GWF e assaggiarli assieme. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

SABATO 2 MARZO

ORE 12.00 – OVADA: QUANDO UN TERROIR VALORIZZA UN TERRITORIO

a cura dell’Enoteca Regionale di Ovada, il Consorzio dell’Ovada Docg e l’Università di Genova

ORE 13.15 – CORONATA, IL VINO DI GENOVA

viaggio nella doc più piccola d’Italia

ORE 14,30 – AL 45° PARALLELO: I VINI DELL’AZIENDA AGRICOLA SCARPA RACCONTATI DAGLI STUDENTI

a cura dagli studenti del Master in Wine Culture, Communication & Management – Unisg

ORE 16.00 – COSA SIGNIFICA VINI ARTIGIANALI?

con Giampaolo Gravina, giornalista e sommelier

ORE 17,30 – C’È VITA OLTRE LA BONARDA

l’Oltrepo’ Pavese tra spumanti e pinot noir

DOMENICA 3 MARZO

ORE 10:00-SEMINARIO “LO STORYTELLING DEL VINO ATTRAVERSO I SOCIAL”

Il network di prefessioniste Mochi, partner storiche degli eventi organizzati dall’Associazione Culturale Papille Clandestine, specializzate in comunicazione online e strategie digitali, terrà un breve seminario gratuito dal tema Lo storytelling del vino attraverso i social.

ORE 13.00 – IL DOGLIANI DI CELLARIO

a cura dagli studenti del Master in Wine Culture, Communication & Management – Unisg

ORE 14.15 – INTRAVINO: DIECI ANNI DI VINO ITALIANO IN UN’ORA

il web-magazine compie 10 anni: un racconto a specchio con le vicende del vino italiano

ORE 15.30 – L’ENOTECA REGIONALE LIGURE: FORMARE PER DIFFONDERE LA CONOSCENZA DEL VINO LIGURE

a cura dell’Enoteca Regionale Ligure

ORE 17.00 –  ALLE ESTREMITÀ DELLA LIGURIA: ROSSI DI LEVANTE E DI PONENTE

Fiorenzo Sartore ci racconta perché la Liguria è terra da rossi

ORE 18 – LIGURIA E BOLLICINE, PERCHÉ NO?

Sipario! Bollicine liguri per chiudere in bellezza

L’atmosfera del Genova Wine Festival vivrà anche all’esterno di Palazzo Ducale con gli appuntamenti del “Fuori GWF”: cene, aperitivi, degustazioni nei principali locali del centro storico con la presenza di alcuni produttori del GWF. Gli eventi sono a cura dei singoli locali.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...